Guide sul risarcimento per decesso da errore medico
Che cosa spetta ai familiari, entro quando si può agire, come si dimostra l’errore. Ogni guida è scritta da un avvocato, riporta i riferimenti normativi e ha una data di ultima revisione.
Guide pubblicate
- Voci di danno
Paziente anziano o già malato morto per errore medico: spetta il risarcimento?
Sì, l'età e una malattia preesistente non escludono il risarcimento. Se l'errore sanitario ha causato la morte secondo il criterio del «più probabile che non», la struttura risponde per intero (art. 41 c.p., Cass. 15991/2011) e l'età pesa solo sull'importo. Se il nesso resta incerto, si può chiedere la perdita di chance di sopravvivenza, purché seria e apprezzabile (Cass. 5641/2018).
Leggete la guida - Procedura e tempi
Entro quanto tempo si può chiedere il risarcimento per errore medico
Il risarcimento per errore medico si può chiedere entro dieci anni nei confronti della struttura sanitaria (art. 2946 c.c.) ed entro cinque anni nei confronti del singolo medico dipendente (art. 2947 c.c.). Il termine non corre per forza dal giorno dell'errore: decorre da quando il danno poteva essere ricondotto alla condotta sanitaria, e si interrompe con una richiesta scritta di risarcimento.
Leggete la guida - Prove e documentazione
Cartella clinica di un familiare deceduto: chi può chiederla e in quanto tempo
La cartella clinica di una persona deceduta può essere chiesta da chi ha un interesse proprio, da chi agisce come mandatario e da chi si muove per ragioni familiari meritevoli di protezione (art. 2-terdecies del Codice privacy). La struttura ha sette giorni per consegnarla e un massimo di trenta per le integrazioni (art. 4 co. 2 della legge 24/2017). Chiederla non impegna a fare causa.
Leggete la guida - Voci di danno
Risarcimento per morte da malasanità: chi può chiederlo, quanto spetta, entro quando
Il risarcimento spetta ai congiunti quando l'errore sanitario ha causato la morte, o ha tolto al paziente concrete possibilità di sopravvivenza. Si chiede iure proprio per il danno da perdita del rapporto parentale, e iure hereditatis per quanto è maturato in capo alla vittima prima di morire. Il termine per agire è di dieci anni verso la struttura e di cinque verso il singolo medico.
Leggete la guida
Come scriviamo queste guide
Ogni testo è redatto da Avv. Generoso Yuri Restina (Ordine degli Avvocati di Roma, n. A53057) e verificato sulle fonti primarie: Codice civile, Codice penale, Legge 8 marzo 2017 n. 24 e pronunce della Corte di cassazione. Quando un dato dipende da tabelle soggette a revisione periodica, come quelle di liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale, lo segnaliamo invece di presentarlo come definitivo.
Non pubblichiamo importi promessi, percentuali di successo o casi presentati come garanzia di risultato: la comunicazione dell’avvocato deve essere veritiera e non suggestiva (art. 35 del Codice Deontologico Forense). Ogni guida porta in testa la data dell’ultima revisione: se un riferimento normativo cambia, cambiamo il testo e alziamo la data.
Se trovate un’imprecisione, segnalatecela: correggiamo e lo scriviamo.
Il vostro caso non è un articolo
Queste pagine servono a orientarsi. Per sapere se nel vostro caso esistono i presupposti per agire serve leggere la documentazione: la prima valutazione è gratuita e non impegna.